“Apriamo le scommesse, signori. Dieci a uno che la signorina resiste più di due minuti…”
085 - nulla di fatto
“Apriamo le scommesse, signori. Dieci a uno che la signorina resiste più di due minuti…”
Lunghe sequenze di codice continuavano a scorrere sui monitor, illuminando di azzurro la baracca.
"Non ti preoccupare" disse Frank, allegro. "Ancora un paio di firewall e scopriremo dove hanno portato i tuoi genitori".
"Grazie" rispose con un filo di voce il giovane cliente.
"Quanti soldi hai detto che mi daranno, una volta liberi?" chiese per l'ennesima volta l'hacker, lanciando un'occhiata al ragazzino.
La città si stagliava sulla superficie del pianeta rosso, immersa nella polvere sollevata dai tanti velivoli in movimento.
"Che spettacolo" sussurrò Penny, osservando le linee dei grattacieli e le luci che illluminavano le strade.
"Non sarà mai bella come Nuova New York".
"Oh... smettila, Fisk! Nuova New York è andata" sbottò Killex, assestandogli una manata sulla spalla.
"Che schifo di lavoro" borbottò Becky, chinandosi per raccogliere l'ennesimo cespo di lattuga.
Nat accennò un sorriso, poi si stiracchiò la schiena acciaccata dall'età. "Preferiresti un lavoro più in linea con le tue capacità, vero?"
"Ovvio che sì! Io sono sprecata, in questa cavolo di fattoria".
"Beh, i posti allo strip club erano finiti" ridacchiò il vecchio contadino. "Ora pensa a lavorare, se vuoi ricevere la paga".
"Che cavolo è stato?" chiese Ramirez, osservando la strada sotto di lui, piena di bidoni dell'immondizia e fetide pozzanghere.
"E' solo uno stupido gatto" minimizzò Rico, accendendosi un'altra sigaretta. "Ora tranquillizzati, il cliente sta per arrivare".
Ramirez, pallido come un cencio, si volto a guardare la porta d'accesso al ballatoio, ancora chiusa. "Questo posto che hanno scelto per lo scambio non mi piace. Manco un po'. Puzza un po' troppo di imboscata".
"Calma i nervi, chico" ribattè il ricettatore, soffiando una boccata di fumo. "Siamo solo qui per vendere questi chip. Tra dieci minuti tutto sarà finito e potremo andare a sbronzarci, ok?"
"Fermi" intimò Mav ai suoi uomini. La squadra si fermò a pochi metri dall'ingresso, guardandosi intorno alla ricerca di eventuali sentinelle. "Il segnale giunge dal retrobottega".
"Come vuole agire?" chiese l'agente Robertson, osservando la schiena immobile del suo superiore.
"Due controllino l'ingresso sul retro, gli altri con me. Staniamo questo stronzo senza fare troppo casino".
"Roger" risposero in coro i soldati, raggiungendo le rispettive posizioni e preparandosi ad irrompere.
9 commenti:
Disciplina. Ecco cos'è che hanno bisogno i giovani!
... non mi ricordavo che le protezioni impellicciate fossero state fornite da Cheng!
Eh, succede quando si improvvisano dettagli.
Una domanda: i cervelli dei nostri eroi hanno protesi cibernetiche?
Sì, tutti hanno innestato l'impianto di HyperReality.
Si potrebbe usare l'impianto per sondare la loro memoria e cercare di recuperare eventualmente qualcosa?
Effettivamente il gruppo non ci ha pensato.
Però, da quello che sanno loro, è stato installato durante il periodo di "blackout", quindi non è una via praticabile.
Bell'idea, comunque! ;)
Grazie Andrea! Magari torna utile per la prossima! ;)
Sì certo, ho proprio voglia di avere una sonda infilata nel cervello.
Vieni tu qua a infilarmela nella testa, vero?
Se vuoi ti mando un bella signora giapponese che di cognome fa Kusanagi è molto brava ad hackerare i sistemi degli altri, infatti di solito non se ne accorgono, tranne quando la fanno arrabbiare ed allora incomincino tranamente a predersi a pugni in faccia da soli!
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